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	<title>Franco Fais</title>
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	<description>il sito del mimo, attore, regista e maestro elementare</description>
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		<title>Spettacolo di Franco Fais a Seneghe</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 08:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 2 luglio 2009 alle 18.30 a Seneghe in Piazza S.Maria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 2 luglio 2009 alle 18.30 a Seneghe in Piazza S.Maria.</p>
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		<title>Il corpo illusionistico al Teatro S.Eulalia di Cagliari e presentazione del film Sciola oltre la pietra, premiato al Valdarno Cinema 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 18:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[DOMENICA 03 MAGGIO ORE 19.00 TEATRO S.EULALIA vico collegio 2 Cagliari IL CORPO ILLUSIONISTICO esito scenico/spettacolo ingresso 5 euro &#8220;Il mimo, rispetto al teatro di parola, porta in un&#8217;altra dimensione, è visuale, metafisico, esprime situazione estreme della vita e della morte, dell’anima, della poesia… …la musica silenziosa dell’anima è un po’ un eco della musica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francofais.it/wp-content/uploads/2009/05/140_0_596201_156374.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-81" title="140_0_596201_156374" src="http://www.francofais.it/wp-content/uploads/2009/05/140_0_596201_156374.jpg" alt="" width="140" height="420" /></a><em>DOMENICA 03 MAGGIO ORE 19.00</em><br />
<strong>TEATRO S.EULALIA</strong> vico collegio 2 Cagliari</p>
<h3>IL CORPO ILLUSIONISTICO</h3>
<p>esito scenico/spettacolo<br />
<strong>ingresso 5 euro</strong></p>
<p><em>&#8220;Il mimo, rispetto al teatro di parola, porta in un&#8217;altra dimensione, è visuale, metafisico, esprime situazione estreme della vita e della morte, dell’anima, della poesia… …la musica silenziosa dell’anima è un po’ un eco della musica interiore che è in ogni essere umano.&#8221;</em><br />
Marcel Marceau</p>
<p>L&#8217;esito/spettacolo “ il corpo illusionistico “  è il frutto di un lavoro di ricerca e studio dell’espressività corporea, che ha avuto come base le tecniche di Etienne Decroux, Marcel Marceau e lo studio del quotidiano.<br />
la rappresentazione si snoda in otto gags tragicomiche:</p>
<p>IL PRINCIPIO &#8211; CENTRO DI BENESSERE &#8211; IL CARILLON &#8211; PALLONCINI &#8211; IL FUNAMBOLO &#8211; SOLLEVAMENTO PESI &#8211; CORTEGGIAMENTO &#8211; LA FINE<br />
Ogni situazione nasce da una analisi del comportamento umano nel suo divenire quotidiano.</p>
<p>Le azioni di routine, compiute apparentemente inconsce, sono spesso caratterizzate da un substrato marcatamente culturale che rendono gli episodi delle nostre monotone giornate, materiale interessante per una ricostruzione poetica e buffonesca della vita.</p>
<p>Ogni numero avrà come caratteristica, il movimento del corpo espresso attraverso l’alone poetico e tragicomico, il ritmo e la fluidità, pause e accelerazioni, situazioni oniriche e incidenti di percorso classiche delle scene comiche del cinema muto.</p>
<p><strong>Franco Fais</strong></p>
<p>info e prenotazioni:<br />
Via Giardini 51 Cagliari<br />
T. +39070680229 M.+393393894890</p>
<p><a href="http://www.teatrodelsegno.com/">www.teatrodelsegno.com</a></p>
<p><a href="http://www.francofais.it/wp-content/uploads/2009/05/140_0_596229_156374.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-85" title="140_0_596229_156374" src="http://www.francofais.it/wp-content/uploads/2009/05/140_0_596229_156374.jpg" alt="" width="140" height="194" /></a><em>DOMENICA 03 MAGGIO ORE 20.30</em><br />
<strong>TEATRO S.EULALIA</strong> vico collegio 2 Cagliari<br />
presentazione del film</p>
<h2>SCIOLA OLTRE LA PIETRA</h2>
<p><strong>di Franco Fais</strong></p>
<p><strong>vincitore del PREMIO GIURIA GIOVANI SEZIONE DOCUMENTARIO</strong> <strong>al  VALDARNO CINEMA 2009</strong></p>
<p>Motivazione: <em>&#8220;Per l’originalità del tema trattato e per la fluidità filmica con cui il regista comunica allo spettatore la filosofia dell’artista.&#8221;</em></p>
<p><strong>SELEZIONATO PER RAPPRESENTARE L’ITALIA AL CONCORSO MONDIALE UNICA CHE SI SVOLGERA’ A DANZICA, POLONIA</strong></p>
<p>Una poesia-testamento di Sciola introduce un momento epico ed onirico.</p>
<p>Le immagini introduttive mostrano lo scultore Pinuccio Sciola che cammina sui macigni delle campagne di Mogoro, in sottofondo c’è il suono delle  sue pietre sonore.</p>
<p>Le sue mani sollevano le grandi sculture, le enormi pietre che volano nel cielo e si appoggiano sul camion.</p>
<p>Seguono immagini che mostrano l’intensa fatica che avvolge ogni singola creazione, il lavorio delle gru, dei camion che caricano e scaricano, del disco diamantato che fende la pietra. Poi di nuovo il trasporto verso il grande laboratorio.</p>
<p>Delle brevissime sequenze mostrano lo scultore che parla dei legami tra le sue opere e le varie civiltà: dalla Peruviana a quella Nuragica, e qui la pietra inizia a suonare, a danzare, a mostrare la realtà che la attraversa, a entrare in simbiosi con gli Elementi: le fiamme si coalizzano in armonia con le sculture ricreando attimi di impulsi primordiali, la luce fende i tagli di pietra e crea meravigliose trasparenze, l’acqua scivola sulle sculture e produce suoni ed immagini di templi e fiumi in piena, le pietre producono suoni riconducibili ad ere lontanissime e infine, l’interno delle pietre conduce verso il silenzio del mondo.</p>
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		<title>Il corpo illusionistico &#8211; Laboratorio di mimo</title>
		<link>https://www.francofais.it/laboratorio-seminario-di-mimo-a-cagliari/</link>
		<comments>https://www.francofais.it/laboratorio-seminario-di-mimo-a-cagliari/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 10:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Mimo e la Pantomima. Laboratorio di mimo condotto da Mimo Bubè. Il laboratorio, articolato in 45 ore di lavoro distribuite in tre week end consecutivi, si terrà a Cagliari in Via Giardini 166/b nei giorni: Venerdì 17 / 24 /  Aprile  Venerdì  01 Maggio , 18.00-22.00 Sabato 18 / 25/  Aprile  02  Maggio , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Mimo e la Pantomima. Laboratorio di mimo condotto da Mimo Bubè.</p>
<p>Il laboratorio, articolato in 45 ore di lavoro distribuite in tre week end consecutivi, si terrà a Cagliari in Via Giardini 166/b nei giorni:</p>
<ul>
<li><strong>Venerdì 17 / 24 /  Aprile  Venerdì  01 Maggio , 18.00-22.00<br />
</strong></li>
<li><strong>Sabato 18 / 25/  Aprile  02  Maggio , 16.00-20.00<br />
</strong></li>
<li><strong>Domenica 19 /26  Aprile 10.00-13.30  15.00 &#8211; 18.30<br />
</strong></li>
<li><strong>Domenica 03 Maggio  10.00 &#8211; 13.30  14.30 – 19.00 ( esito scenico aperto al pubblico Teatro S.Eulalia vico collegio 2 CA )</strong></li>
</ul>
<p>Quota di iscrizione di 180 euro &#8211; Copertura assicurativa 20 euro<br />
( la quota d’iscrizione comprende il materiale didattico la tessera associativa )</p>
<p><a href="http://www.teatrodelsegno.com/1/contatti_661980.html">informazioni prenotazioni e modalità di iscrizione</a></p>
<p><a href="http://www.francofais.it/wp-content/uploads/2009/03/pinimg_2741.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-78" title="pinimg_2741" src="http://www.francofais.it/wp-content/uploads/2009/03/pinimg_2741.jpg" alt="" width="150" height="215" /></a>Con il percorso di lavoro afforntato nel laboratorio, attraverso attività pratiche ed esercizi di osservazione, immedesimazione e creazione, si darà forza espressiva al corpo, per interpretare e creare diverse esperienze di vita quotidiana e situazioni oniriche compiendo una sorta di viaggio iniziatico interiore al corpo e insieme un’analisi tecnica delle possibilità espressive, attraverso la pratica delle tecniche di Marcel Marceau e del suo maestro Etienne Decroux, ed inoltre, attraversando le basi del mimo e della pantomima, il laboratorio estenderà lo sguardo anche ad altri stili, come Mummenshanz, Momix, corpo illusionistico, ombra come proiezione onirica.</p>
<p><strong>Contenuti didattici:</strong><br />
Tecniche del linguaggio corporeo quali, Le camminate, l&#8217;uso illusionistico dello spazio, il punto fisso, lo spingere e il tirare, il contrappeso, i centri espressivi del corpo, la mimica facciale, l&#8217;uso espressivo delle mani.</p>
<p>Studio e recupero dei movimenti primordiali dell&#8217;uomo, dell&#8217;animale, del vegetale<br />
L&#8217;espressione tragicomica quotidiana<br />
Creazione e caratterizzazione del personaggio<br />
Studio e uso del suono nell&#8217;espressione corporea<br />
Studio, uso e trasformazione di semplici oggetti nell&#8217;espressione corporea.<br />
Creazione di una o più storie<br />
Studio delle soluzioni più efficaci di rappresentazione<br />
Rappresentazione delle storie</p>
<p>E&#8217; possibile corrispondere la quota di partecipazione nelle seguenti modalità:</p>
<ul>
<li>euro  80 (comprensivi di quota assicurativa ) all’atto della preiscrizione</li>
<li>euro  60  il giorno precedente l’inizio del corso</li>
<li>euro  60  entro  la fine del mese di Aprile</li>
</ul>
<p>oppure:</p>
<ul>
<li>euro 110 (comprensivi di quota assicurativa ) all’atto della preiscrizione</li>
<li>euro   90   il giorno precedente l’inizio del corso</li>
</ul>
<p><strong>teatro del segno &#8211; laboratorio di produzione teatrale &#8211; cagliari</strong></p>
<p><strong></strong><a href="http://teatrodelsegno.com">www.teatrodelsegno.com</a></p>
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		<title>Il mimo Bubè, domatore di pulci</title>
		<link>https://www.francofais.it/intervista-a-franco-fais-pubblicata-sulla-rivista-lacanas/</link>
		<comments>https://www.francofais.it/intervista-a-franco-fais-pubblicata-sulla-rivista-lacanas/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 17:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[(intervista pubblicata sulla rivista Làcanas) L’appuntamento è sul piazzale di una chiesa antica. La luce morbida esalta il lastricato in arenaria. Ci ha chiesto di incontrarci nell’ultima parte del giorno, il momento prima del tramonto, una questione di luce. Non mi sono preparata all’incontro e aspetto con la testa pulita; non ho curiosità da sfamare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="testo"><a href="http://www.francofais.it/wp-content/uploads/2008/11/02.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-68" title="02" src="http://www.francofais.it/wp-content/uploads/2008/11/02.jpg" alt="" width="100" height="109" /></a>(intervista pubblicata sulla rivista Làcanas)</p>
<p>L’appuntamento è sul piazzale di una chiesa antica. La luce morbida  esalta il lastricato in arenaria. Ci ha chiesto di incontrarci nell’ultima parte  del giorno, il momento prima del tramonto, <em>una questione di luce</em>. Non  mi sono preparata all’incontro e aspetto con la testa pulita; non ho curiosità  da sfamare, aspettative, idee. Aspetto mentalmente inerte, non mi piacciono i  mimi, mi angoscia l’esasperazione del movimento e quella dell’immobilità.</p>
<p id="testo">Lui arriva puntuale e si avvicina svelto. Lo osservo seduta su una  panchina di pietra, lo guardo muoversi, sembra un cameriere efficiente ad un  banchetto buono. Ha pantaloni un po’ troppo corti, una maglia a maniche lunghe e  un corpetto con il bavero di raso, le stoffe sono vecchie, i neri hanno tonalità  differenti, sono capi che devono essere stati usati tanto anche da qualcuno  prima di lui. Riadattati e usati con cura, come preziosi.<span id="more-1"></span></p>
<p id="testo">Sulla piazza si muove veloce a cercare il punto giusto, sembra abbia  fretta, sfugge qualsiasi contatto. Concordato il luogo si allontana per tornare  con una vecchissima valigia, la apre con fare indifferente ma è conscio di  averci già incantato.</p>
<p id="testo">Voglio iniziare con la valigia perché sento che ha una storia, la  trasuda, chiedo da dove arriva; lui inizia a truccarsi e risponde solo quando ha  metà viso coperto.<br />
<em>“Era a Tramatza, di fronte alla fermata del pullman,  vicino ad un cassonetto.<br />
La vedo, mi fermo e la carico in macchina e la gente  a guardarmi sbigottita!”</em><br />
Perché ti ha colpito?<br />
<em>“Perché?”</em> Mi  guarda sorpreso, <em>“questa valigia?”</em> il suo sguardo incredulo va dalla  valigia a me. Poi riprende a truccarsi.<br />
<em>“Perché questa valigia chissà  quanto ha viaggiato, chissà le storie che contenuto dentro. La storia della  valigia per un sardo rappresenta il distacco… e poi stava morendo, mischina,  vicino ad un cassonetto. Non era giusto.”</em></p>
<p id="testo">Franco Fais è un’insegnante elementare, ma a differenza di qualsiasi  altro insegnante elementare esistente sulla faccia di questa terra rotonda  rotonda (e anche oltre) lui ha avuto come nonno Pitanu Pes ed è questo il motivo  per cui tantissimi anni prima che nascesse era già deciso che non avrebbe potuto  fare mai<em> solo</em> l’insegnante elementare ma sarebbe stato anche un ottimo  domatore di pulci e avrebbe trovato il modo di raccontare senza parole e avrebbe  truccato le mani di bianco e con quelle piano piano avrebbe sfilato quel filo  sottile che separa la realtà dalla fantasia.</p>
<p id="testo">Pitanu Pes amava il circo. E quando in paese arrivava il “Circo  Piero” lui li ospitava tutti a casa sua e la sera nello spettacolo la sua  presenza in qualche numero era assicurata. Quando non c’era il circo Pitanu Pes,  travestito, andava in paese alla ricerca di se stesso. Per questo il cielo lo ha  premiato ed ha avuto in dono un figlio che è stato un cantastorie eccezionale,  incantatore con racconti surreali, e un nipote insegnante elemantare che ama  dipingere il viso di bianco, il rito per far rivivere la magia di chi è venuto  prima, per mischiarla con la propria e farla diventare una malinconica allegria,  meraviglia leggera, sogno.</p>
<p id="testo">Il trucco di Mimo Bubè è quello buono. Marca Indio. Non unge e si  stende veloce. Rapidamente cancella l’uomo e disegna il mimo. Di Franco Fais  rimane, unicamente, intatta la luce del bambino di sei anni.<br />
Rimane la  necessità di cancellare rughe e quotidiano tracciando le linee degli occhi e  delle labbra. Le linee semplice delle emozioni. Attraverso il trucco il mimo  prende vita, annulla il confine tra realtà e fantasia, diventa mago. Trascinato  da una forza estranea cammina senza camminare, trova muri invisibili da  attraversare, corde inesistenti su cui danzare. Dà vita all’inanimato, crea il  nulla dove tutto è contenuto.<br />
La condivisione è un sottile filo d’argento che  il mimo tesse e che lo lega al suo pubblico. Attraverso quel filo scorrono  emozioni e luccicano sogni come stelle piccoline.</p>
<p id="testo"><em>“Faccio il mimo dall’83, ma lo sono diventato a sei anni quando  un giorno, per caso, ho visto in televisione Marcel Marceau. Sono rimasto  folgorato, da quel momento in poi tutto è stato diverso.</em></p>
<p id="testo"><em>Sono stato fuori per parecchi anni. Ho fatto 32 lavori diversi.  Ero sempre incazzato, in continente la gente non ti guarda, è frettolosa e  distratta. Si corre sempre ma ti scappa di mano tutto. In Sardegna il tempo è  dilatato. Sono tornato.</em></p>
<p id="testo"><em>Insegno alle elemanti, sono vent’anni che insegno, e non vedo  l’ora di smettere, di dedicarmi solo al teatro. Non bisogna insistere sino alla  fine e rischiare di pensare da maestro. Non sarei io, io sono un mimo, sono  ancora quel bambino di sei anni che ritrovo in ogni spettacolo. Quando faccio il  mio spettacolo sono trascinato da una forza estranea, esterna. Entro in una  dimensione magica e “sento” il pubblico, cioè sento se il pubblico mi “sente”.  E’ come un’energia che mi arriva. Non faccio lo spettacolo se la gente non si  può sedere o vicino c’è quello che vende birra o vernaccia e la gente che urla e  parla. Non mi interessa così, voglio un pubblico non distraibile, attento, a  catturarlo poi ci pensa Bubè.<br />
Ho impiegato tre mesi a scegliermi il nome, lo  volevo piccolo, buffo, dopo un po’ ho scoperto che Bubè in francese significa  pustola. Te lo immagini, pustola, Ah ah! Occhi grandi ne vuoi?<br />
E una rana  antica?</em></p>
<p id="testo"><em>Sto cercando di inserire numeri anche vicini alla nostra  cultura, che non siano troppo astratti, lontani da quello che un sardo può  assaporare nella sua quotidianità: il suonatore di launeddas, i pupazzi che  cantano a tenore, cose che mi avvicinano di più alla gente. Ultimamente sto  rappresentando le leggende sarde con il mimo e il teatro delle ombre. Piacciono  molto, sentissi le manifestazioni d’affetto dei bambini “ritorna,  ritorna!”.</em></p>
<p id="testo"><em>Ti faccio il moribondo? E i parenti? Eh, quelli sono difficili,  è difficile la tristezza. Devo pensare… Per la gioia è più semplice, si può  fingere, la puoi trovare anche in superficie,ù. La tristezza no, è più  interiore, molto di più si fa fatica a portarla su a mostrarla. </em></p>
<p id="testo"><em>No, non è vero che il mimo è triste, cosa guardavi, solo  Pierrot? Sì, il mimo fa coise tristi che ti fanno ridere, è la sua magia. Prendi  il domatore di pulci, tiene le pulci sul palmo delle mani e le osserva fare il  loro spettacolo, ne segue con la testa salti altissimi e capriole, le pulci sono  brave e il domatore è così contento che alla fine applaude fortissimo; le pulci  sono morte schiacciate, il domatore è triste, il pubblico ride, il domatore è  umiliato, il pubblico ride di più.</em></p>
<p id="testo"><em>Non lo sogno da nessuna parte il mio laboratorio, perché so che  c’è già. Devo solo scoprirlo.”</em></p>
<p id="testo">Il trucco è quello buono. Marca Indio, non unge e va via in fretta  quando tutto è finito. Basta solo un po’ di acqua. Basta davvero?</p>
<p><strong>(intervista di Angela Caddeo)</strong></p>
<p>sito di Làcanas:</p>
<p><a href="http://www.domusdejanaseditore.com/rivista.php">http://www.domusdejanaseditore.com/rivista.php </a></p>
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